Archivio di gennaio 2011

Dinamiche di piccoli e grandi Comuni.

I dirigenti della Scuola e dell’Amministrazione Comunale di un piccolo paese italiano si parlano, il che è già un buon risultato. I secondi lamentano una spesa esorbitante per la quota di manutenzione degli edifici scolastici dovuta a comportamenti degli alunni che vanno da semplice incuria a vero e proprio vandalismo. I primi assicurano un aumento della vigilanza ma, notano, il problema di fondo è un altro: bambini e adolescenti mancano di “rispetto” sia esso per le persone o per le cose.

Io, che ascolto la conversazione, rifletto, e mi vengono in mente le vicende di un grande comune sudamericano, Bogotà, e di un uomo illuminato, Antanas Mockus, sindaco della capitale Colombiana negli anni 1995-97 e 2001-03 ed attuale leader del partito verde colombiano. Leggi il resto di questo articolo »

Ottenere informazioni sull’operato della pubblica amministrazione nel nostro paese è difficile, difficilissimo, talvolta impossibile. E senza informazioni come capire esattamente cosa succede? Come farsi un’opinione e proporre un cambiamento? Come votare? Come controllare? Come cambiare?

Eppure avere informazioni, potrebbe essere facilissimo. Se le PA non avessero nulla da temere e se il Governo volesse che le PA si pongano come obiettivo quello di non avere nulla da temere, allora potrebbe bastare semplicemente: Richiedere Le Informazioni! Non è un’utopia e non è praticamente impossibile. Almeno, non necessariamente. Basterebbe volerlo.

Come lo ha voluto l’Inghilterra – eh sì ci risiamo; saranno loro avanti o noi indietro? –  Fatto sta che dal 2000 è entrato in vigore il Freedom of Information Act che stabilisce un diritto generale, e dunque di ogni cittadino, all’accesso alle informazioni in possesso delle pubbliche Amministrazioni (PA). Leggi il resto di questo articolo »

 

 Eccola qua, la prima wiki-rivoluzione democratica!  La fuga del Presidente Ben Ali, e la clamorosa rivolta tunisina, ricondotte agli effetti della diffusione via web – grazie a Wikileaks – dei cablogrammi dell’ambasciatore americano a Tunisi, Mr. Godec, che apparentemente rivelerebbero la dimensione della corruzione della famiglia al comando da 27 anni e farebbero traboccare la goccia della pazienza della cittadinanza.

Il rapporto causa-effetto sembra chiaro dall’enfasi dell’articolo linkato (del Daily Mail britannico): “The cables lifted the veil on the corruption of the country’s elite (i cablogrammi sollevano il velo sulla corruzione dell’elite del Paese)” oppure “Although there has long been opposition to the corrupt rule of President Ben Ali, protests gathered pace when US embassy cables were published by Wikileaks (malgrado vi sia stata a lungo una opposizione al regime corrotto di Ben Ali, le proteste sono cresciute di intensità quando i cablogrammi dell’ambasciata statunitense sono stati pubblicati da Wikileaks)”. Leggi il resto di questo articolo »

Come è noto, la Commissione per la valutazione, l’integrità e la trasparenza della pubblica amministrazione – Civit ha tra le proprie attribuzioni quelle inerenti all’integrità nella pubblica amministrazione. Di conseguenza, le dimissioni di Pietro Micheli dalla Commissione (http://www.repubblica.it/cronaca/2011/01/15/news/brunetta_civit-11246926/?re) sono rilevanti per il nostro progetto.

Queste dimissioni sono state spiegate dall’interessato sollevando molti problemi importanti. Vale la pena di esplicitare alcune questioni poste:

1)      Una riforma come quella messa su dalla legge Brunetta può camminare sulle proprie gambe o ha bisogno di un organo che ne guidi l’attuazione?

2)      In Italia siamo abbastanza esperti di valutazione del personale e degli uffici, da poterci permettere di fare a meno della Civit?

3)      Ha senso mettere insieme funzioni inerenti a temi diversi e impegnativi come la valutazione, la trasparenza e l’integrità?

4)      In queste materie, il quadro delle competenze è abbastanza chiaro? Ci sono sovrapposizioni tra la Civit e altri uffici?

5)      Il meccanismo di nomina dei componenti di questa, come di altre autorità (più o meno) indipendenti, consente la scelta di persone indipendenti e competenti?

6)      Quali competenze devono essere presenti nella Civit?

7)      La Civit ha sufficienti garanzie di indipendenza?

8)      È necessario avere molto personale e molti soldi da spendere per guidare l’applicazione di una riforma?

9)      Quanto è grave il rischio di burocratizzazione e paralisi dei processi di valutazione?

10)  Si può fare una riforma degli uffici pubblici in un periodo di vacche magre e di retribuzioni bloccate?

L’unica certezza che io ho è che dell’attuale Commissione fanno parte persone di prim’ordine. Su tutto il resto, ho solo dubbi.

Il Committe to Protect Journalists (CPJ) ha pubblicato i dati del 2010 relativi agli omicidi di giornalisti su scala mondiale. Le informazioni fornite riguardano la località di esecuzione, la modalità e la ragione (accertata) per cui sono stati commessi. Riprendendo uno dei primi post di questo blog, in cui Lucio Picci da Bangkok ci ricordava che “la corruzione uccide”, leggo oggi che i giornalisti morti ammazzati, solo nel 2010, perché indagavano su fatti di corruzione sono 14, il 30% del totale. Leggi il resto di questo articolo »

Una delle principali definizioni di corruzione analizza la transazione corrotta nell’ambito di uno schema di principale-agente: affinché si possa parlare di corruzione, vi deve essere una relazione tra un soggetto delegato a prendere decisioni (agente) e il titolare degli interessi (principale), in rappresentanza del quale egli opera. E’ inoltre necessario l’intervento di una terza parte che influenza a proprio vantaggio le decisioni discrezionali dell’agente, offrendo risorse in suo possesso per favorire, tramite uno scambio illegale, il perseguimento degli interessi privati dell’agente stesso, potenzialmente a discapito di quelli del principale. Non è detto che tale intervento pregiudichi il perseguimento degli obiettivi del principale nonostante entrino in gioco gli interessi di una terza parte. Leggi il resto di questo articolo »

E’ l’obiettivo di un volenteroso ragazzino di 12 anni indiano, Uttkarsh Tripathi, che autonomamente ha deciso di spronare la propria cittadina Allahabad alla lotta alla corruzione.

Uttkarsh lo fa nel modo più semplice, aiutato solo dalla propria buona volontà, decidendo di creare un giornale settimanale (copiando a mano ogni copia), successivamente da lui stesso distribuito per le vie della cittadina.

In un’intervista dice: “La gente è avida di danaro, Non passa giorno senza tangenti. Quindi Jagriti è il mio sforzo per creare consapevolezza tra le persone.”

Torno su un tema che ha già considerato Elisabetta Iossa qualche settimana orsono (si legga: http://blogintegrita.sspa.it/?p=291) : la relazione tra il decentramento e la corruzione. Pensando principalmente al decentramento fiscale, Elisabetta ci ricorda che gli studi che hanno “interrogato i dati” hanno raggiunto conclusioni discordi. In parte, questo potrebbe derivare dal fatto che diverse caratteristiche del decentramento potrebbero avere effetti distinti sulla corruzione. Leggi il resto di questo articolo »